lunedì, 08 dicembre 2008

è nato il blog degli anarchici di carpi

Finalmente con i nostri tempi biblici siamo riusciti a dargli vita: anarchicicarpi.noblogs.org
tormento di tusbo alle ore 10:15 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, 28 ottobre 2008

verranno a chiederti del nostro amore

Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"

non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pesarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carenze dell'amore
era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,

ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi

sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.

Fabrizio De Andrè

tormento di tusbo alle ore 23:23 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, pensieri in libertà, canti popolari


domenica, 28 settembre 2008

Grazie di tutto

Credo che per un bel periodo mi assenterò dalla vita telematica. Ultimamente non ho idee, e tanto meno per riempire la pagina di questo blog.. Quindi lo lascerò in pausa finchè non capisco se è il caso di chiuderlo o meno..

Il grazie di tutto è rivolto ai pochissimi lettori che ogni tanto lo scorrevano, ma in particolare a miss. D che è sempre stata al mio fianco. Ti ringrazio davvero tanto per avermi regalato quest'anno e passa di vita fantastca.. peccato sia andata così.

Ciao!
giovedì, 04 settembre 2008

sotto a chi tocca! (ovvero sgomberare fa tendenza)

Da L'informazione di Modena:

Il Fassbinder come Libera? A
porre la questione è il consigliere
comunale di maggioranza
Corrado Scalabrini.E il
paragone porta direttamente
all’ipotesi di uno sgombero del
centro sociale di via Giordano.
L’otto agosto scorso infatti il
Comune di Modena ha proceduto
tra le polemiche allo
sgombero della comunità «Libera
«,giustificandolo come un
atto di ripristino della legalità
in un area nella quale dovrebbe
sorgere una grande pista automobilistica.
«Non entro -
spiega Scalabrini - nel merito
delle polemiche e degli scontri
che hanno visto coinvolti diversi
attori e che hanno portato
ad un bilancio di un poliziotto
e due anarchici feriti ma,per
la mia Sassuolo,non posso esimermi
dal domandarmi come
mai il Comune di Modena senta
la necessità di procedere ad
uno sgombero forzato in una
zona verde ed incontaminata
come è l’area di Marzaglia
mentre il mio Comune di Sas-
I
suolo non abbia nemmeno
preso in considerazione di valutare
la possibilità di spostare
ad altra zona il circolo Fassbinder
che occupa un locale di
proprietà comunale in un area
ad altissima densità residenziale
».Secondo il consigliere comunale
«il buon senso ci dice
che la soluzione di questa situazione
dovrebbe rappresentare
una priorità per il neo
assessore all’urbanistica Ruggero
Cavani,circostanza questa
facilitata dal fatto che il piano
regolatore dovrà quasi certamente
tornare in consiglio
per essere riapprovato nel modo
giusto».Scalabrini non propone
apertamente un’azione
di forza ma sottolinea che «resta
da capire se le proteste che
sollevano i residenti siano giustificate
o no e cioè a quale titolo
l’edificio di proprietà del Comune
è occupato dal circolo
Fassbinder,se e in quale forma
associativa sia costituito questo
circolo,se esso sia iscritto
all’albo provinciale delle associazioni
ed in generale se detto
circolo abbia i requisiti che il
comune richiede per dare in
uso ad un soggetto giuridico i
locali di sua proprietà».«C’è anche
- conclude il consigliere -
chi chiede se l’immobile e la
destinazione d’uso di quell’immobile,
a luogo di musica,sia
congruo con il contesto residenziale
della zona di Rometta
alta.Occorrerà anche capire se
sia mai stata fatta una valutazione
di impatto acustico quando
c’è musica a tutto volume».
(l. c.)

riporto anche la dichiarazione integrale di Scalabrini presa dal quotidiano on-line "sassuolo 2000"


osservatoreromano Scrive " Sassuolo - Nella giornata dell’8 agosto scorso il Comune di Modena ha proceduto tra le polemiche allo sgombero della comunità Libera, giustificandolo come un atto di ripristino della legalità in un area nella quale dovrebbe sorgere una grande pista automobilistica.

 
Non entro nel merito delle polemiche e degli scontri che hanno visto coinvolti diversi attori e che hanno portato ad un bilancio di un poliziotto e due anarchici feriti ma, per la mia Sassuolo, non posso esimermi dal domandarmi come mai il Comune di Modena senta la necessità di procedere ad uno sgombero forzato in una zona verde ed incontaminata come è l’area di Marzaglia mentre il mio Comune di Sassuolo non abbia nemmeno preso in considerazione di valutare la possibilità di spostare ad altra zona il cd. circolo Fassbinder che occupa un locale di proprietà comunale in un area ad altissima densità residenziale.
Il buon senso ci dice che la soluzione di questa situazione dovrebbe rappresentare una priorità per il neo assessore all’urbanistica Ruggero Cavani, circostanza questa facilitata dal fatto che il piano regolatore dovrà quasi certamente tornare in consiglio per essere riapprovato nel modo giusto. Vedremo.

Nelle more dei tempi della politica, restano però da capire se le proteste che sollevano i residenti siano giustificate o no e cioè a quale titolo l’edificio di proprietà del comune è occupato dal suddetto circolo Fassbinder, se e in quale forma associativa sia costituito il suddetto circolo, se esso sia iscritto all’albo provinciale delle associazioni ed in generale se detto circolo abbia i requisiti che il comune richiede per dare in uso ad un soggetto giuridico i locali di sua proprietà.

C’è anche chi chiede se l’immobile e la destinazione d’uso di quell’immobile, a luogo di musica, sia congruo con il contesto residenziale della zona di rometta alta.
Occorrerà anche capire se sia mai stata fatta una valutazione di impatto acustico quando c’è musica a tutto volume (l’edificio insiste ai piedi di una delle più belle zone floro faunistiche pedocollinari dell’appennino) e se sia stata giudicata congrua, anche ai fini della sicurezza dei residenti, in occasione delle manifestazioni del circolo, la situazione di parcheggi.

Corrado Scalabrini


E ora un paio di parole le scrivo io.. SIGNORI NON AVETE CAPITO PROPRIO UN CAZZO ALLORA? Continuiamo così, eliminiamo ogni spazio di aggrgazione, facciamo in modo che le persone non possano più ritrovarsi perchè è pericoloso!!
Poi magari ci troviamo in piazza.. Ma.. cosa? non si può più nemmeno questo.. c'è il bivacco! ci manca solo l'adunata sediziosa e le camice nere che fanno le ronde.
SIGNORI NON AVETE PROPRIO CAPITO UN CAZZO!
tormento di tusbo alle ore 00:18 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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sabato, 23 agosto 2008

la lega sull'islam


Giusto perchè non ho nulla da fare riporto l'ultima sparata della lega: per dare un po' di verve alla loro crociata antimusulmana che, evidentemente, sta passando un po' in secondo piano rispetto ad altre cose per altro più importanti, han pensato bene di fare una proposta di legge che viene di seguito descritta e commentata da me:

Dal corriere della sera:

Capisaldi della proposta, che sarà depositata la prossima settimana ed è stata anticipata dall’esponente del Carroccio in un’intervista al Corriere della Sera:
la competenza affidata alle Regioni;
un referendum obbligatorio tra i cittadini dell’area interessata; (e qui mi chiedo: perchè invece per costruire le chiese, che vengoo per altro foraggiate dal comune, non si fa lostesso?)
dimensione dei luoghi di culto proporzionata al numero dei fedeli e loro distanza di almeno un chilometro dalle chiese vicine; (per proteggere le chiese o le modchee?)
divieto ai minareti e all’amplificazione dei richiami alla preghiera; (questa la sento molto vicina, la mia camera da letto affaccia proprio su un campanile e come la mia tutte quelle del mio palazzo, ora dubito che qualcuno avrebbe mai il coraggio di fare una petizione per renderlo silenzioso)
nessun contributo statale e trasparenza dei finanziamenti; (cosa che invece lo stato vaticano riceve da centinaia di anni)
un albo per gli imam e preghiere in italiano; (be hqui proprio non so che dire)
divieto di commerci e scuole nei pressi della moschee; (?!?!?!!!)
obbligo, nello statuto dei proponenti, del riconoscimento della laicità dello Stato (AHAHAHAHAHAH!!!!) e di rifiuto della poligamia.

Il tutto sulla base della convinzione, sostenuta da Cota, che le moschee non sono un luogo di preghiera ma «un centro politico e simbolico, e spesso anche militare. (perchè le chiese no?) L’Islam del resto - aggiunge - da secoli è in antitesi e in guerra con l’Occidente (c'è chi sarebbe peronto a sostenere l'opposto)». Quanto alla competenza delle Regioni sulla materia, viene fatta derivare dal fatto che non è stata ancora firmata dai musulmani alcuna intesa con lo Stato come quelle, previste dalla Costituzione, già concluse con altre religioni. Sulla poligamia poi, osserva, «famiglia in arabo si traduce harem (stronzata immensa)».


Il mio punto di vista è abbastanza radicale essendo ateo, niente religioni, niente minchiate del genere.

La cosa che mi fa comunque pensare è che questo insieme ad altri fatti politici recenti, confermano sempre di più la tendenza ad un ritorno dello stato militare e della privaizone di qualsiasi libertà. Anche se per ora sono solo proposte, e si sa, i leghisti nel sparar stronzate grosse come palazzi che sanno di vecchiume del secolo scorso sono maestri.

tormento di tusbo alle ore 14:06 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, dio , religione, demenza, pensieri in libertà


giovedì, 21 agosto 2008

Per rincarare la dose, sullo sgombero di libera



Nulla da dire che non sia già stato detto.
tormento di tusbo alle ore 14:28 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, pensieri in libertà, sgombero di libera


venerdì, 15 agosto 2008

Tormento dell’irregolare (quattro righe di demenza)

Mosca che corri sul bordo del cesso

Per farti contenta dovrei farla più spesso

Mi vedi un po’ triste e anche un po’ malinconico

Ma non è colpa tua, è che son stitico cronico

tormento di tusbo alle ore 04:34 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: poesia, demenza


martedì, 12 agosto 2008

Modena città civile





Prima:



Durante:


Dopo:


Come in un film già visto troppe volte, dietro di voi solo macerie.
tormento di tusbo alle ore 11:11 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, pensieri in libertà, sgombero di libera


sabato, 26 luglio 2008

Pino l'investigatore

Sembrava proprio di essere in un film noir degli anni ‘40. Quella sera la pioggia era particolarmente sottile e costante nel ricoprire ogni cosa, le gocce sfumavano i contorni delle case e donavano ai lampioni un’aura quasi spettrale. Dai bocchettoni del riscaldamento usciva una flebile aria calda e il rumore sommesso del motore faceva da sottofondo ai miei pensieri.
Una settimana di appostamenti e niente di nuovo, nulla che potesse far pensare ad un tradimento o ad una storia d’amore clandestina.
 Le donne a volte sono semplicemente paranoiche, pensai, il lavoro all’Agenzia era parecchio monotono in quell’ultimo periodo: mogli isteriche che volevano sapere ogni cosa sui loro uomini aspettandosi di trovare un’amante segreta o qualcosa di simile; storie che il più delle volte non erano altro che enormi buchi nell’acqua. Quando cominciai questo lavoro speravo fosse molto più eccitante, proprio come nei film americani: un ufficio pieno di fumo, belle donne, travestimenti e viaggi…
Illuso…
Il lavoro dell’investigatore privato il più delle volte è uguale a quello di una guardia giurata: si passano le serate ad osservare il nulla che accade.
Ero completamente assorto nel mio monologo interiore quando qualcosa colpì la mia attenzione: la luce delle scale era accesa e la porta di ingresso si stava aprendo.

-Ecco il mio uomo- dissi tra me. –dove andiamo di bello stasera?-

Salì sulla sua auto e cominciai a pedinarlo a fari spenti tenendo una distanza che mi permettesse di vederlo senza farmi notare. Indossai la l’auricolare e accesi la piccola radio AM che portavo sempre con me, trovai la frequenza della microspia che avevo installato la notte prima: un lavoretto tranquillo, l’auto era vecchia e senza antifurto, con la mia esperienza fu uno scherzo aprirla senza lasciare segni e piazzare la cimice. Ascoltava la radio. Un pezzo di Laura Pausini e canticchiava, come diavolo facesse a piacergli per me era un mistero.
Solita sosta al solito bar? Non mi sbagliavo, parcheggiai e mi incamminai poco dopo che era entrato, stranamente ero senza ombrello e pioveva, in più il freddo umido mi penetrava nelle ossa. Lui era già seduto al solito posto, mi sedetti all’altro capo del bancone, il barista puliva un bicchiere annoiato dalla televisione appesa all’angolo opposto del locale semivuoto.

-Un whisky liscio grazie.- Anche se non ero solito bere in servizio mi ci voleva proprio con quel freddo.

C’era qualcosa di insolito quella volta nel mio “assistito”: lo vedevo stranamente teso e gocce di sudore gli rendevano la fronte lucida, anche se non ci feci troppo caso sul momento.
Con la coda dell’occhio notai che la porta del locale si stava aprendo: uno schianto di donna alta, capelli corvini e lucenti e forme mozzafiato faceva la sua entrata non senza attirare l’attenzione dei 4 gatti rognosi e alcolizzati che affollavano in quel momento il bar.

-Hei bella! perché non vieni qui a darmi una bella riscaldatina?- La voce rotta dal troppo alcol e fumo veniva dal tavolo che stava alle mie spalle.

-Sta zitto tu. E non importunare le mie clienti.- ammonì il barista.

La seguivo con gli occhi, si andò a sedere proprio accanto al mio “amico”. Era strano. In una settimana non l’avevo mai beccato con una donna, ne notato qualsiasi cosa che potesse comprometterlo, neppure dai dati che avevo recuperato con una qualche intervista a persone che conosceva era uscito niente. Lei si ordinò da bere e poco dopo, senza aver nemmeno finito, i due si alzarono e uscirono. Io in quel momento ero distratto dalla scena comica di uno degli ubriaconi che continuava ad accendersi sigarette al contrario bestemmiando in una lingua incomprensibile tra le risate dei suoi amici, era già la quinta o la sesta; quando mi girai i due non c’erano più.

-Merda.- Pagai il conto e mentre uscivo qualcosa attirò la mia attenzione su uno dei due sgabelli dove sedevano fino a poco fa: un depliant di un hotel, lo conoscevo. Hotel Aurora era famoso in città per essere un ritrovo di single che non trovavano una donna con cui sfogare le loro voglie senza pagarla e per uomini d’affari a cui interessava sfuggire per un po’ dalla monotonia coniugale.
In auto rimisi l’auricolare e accesi la radio. Ero troppo lontano. Si sentiva solo tra il rumore di fondo una qualche parola, ma non riuscivo proprio a decifrare cosa dicessero.
Poco prima di arrivare all’Hotel spensi i fari e parcheggiai per raggiungere il posto a piedi, recuperai la borsa che tenevo sul sedile posteriore e m’incamminai. Ottimo, un palazzo abbandonato che superava l’hotel di 2 piani proprio dall’altra parte della strada, la fortuna ogni tanto si ricorda chi sono. Non fu difficile individuare la stanza: le luci accese erano due in tutto l’albergo. Aprii la borsa e ne estrassi la macchina fotografica con teleobiettivo che portavo sempre con me, la posizionai proprio davanti la finestra e mi misi ad osservare, attivai le foto in sequenza per non perdere nemmeno in istante della scena.
I due stavano discutendo animatamente, sarebbe sicuramente sfociata in un litigio.
-Donne.-
Sempre pronte a fare problemi per ogni cosa.. Rebecca mi aveva lasciato da più di un anno e ancora non avevo incassato il colpo: aveva passato anni a rompere su questo e quell’altro poi, un bel giorno tornai in anticipo da un viaggio di lavoro e la trovai a gambe aperte con uno dei miei migliori amici. Buon metodo per sconfiggere la solitudine.
Stava succedendo qualcosa: lui ora era viola per la rabbia e lei era scoppiata in lacrime, uno scintillìo mi colpì sulla mano dell’uomo, aumentai lo zoom, era un coltello.
–ma che caz..-
Mi precipitai lungo le scale, attraversai la strada evitando di un soffio un autobus che passava, spalancai le porte in vetro e mi diressi verso le scale.
-Fermo!- Una mano mi aveva afferrato per il collo dell’impermeabile, il custode.
-Dove credi di andare?-
-Sta succedendo qualcosa su.. una donna.. sta per essere uccisa.-
-Se se.. raccontalo a qualcun altro-
-Mi creda sono un investigatore privato! Ho visto tutto dall’altro lato della strada! E Lasci..-
La presa era troppo forte. –Ora ti caccio fuori a pedate e se ribecco ancora te o qualcuno dei tuoi amici guardoni vi faccio sbattere dentro. Chiar..- Il custode sgranò gli occhi come se avesse visto un fantasma, non guardava me ma la televisione all’altro capo della sala. Mi girai con fatica perché quello proprio non ne voleva sapere di mollarmi. Era il telegiornale, una mia foto segnaletica in primo piano. Ero finito. E con me anche la mora mozzafiato. Dieci minuti dopo ero già sull’ambulanza legato ad una barella. –Ci sei riuscito un’altra volta eh Pino?-
Il dottore mi osservava divertito, quanto avrei voluto spegnere quel sorrisetto dalla sua faccia.

 -E la bambolona tutta curve?-
-Non seppi più nulla logicamente, qua dentro i giornali non arrivano-
-Brutta storia amico.-
-E’ l’ora delle medicine ragazzi su!!- l’infermiera teneva in mano un vassoio colmo di bicchierini.

  

 

 

 

 

 

 

 

tormento di tusbo alle ore 13:13 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: racconti, pensieri in libertà


martedì, 22 luglio 2008

Prostituto

Le prostitute vendono il proprio corpo.

Io, dopo tutto, vendo per pochi euro l'ora il mio corpo e le mie facoltà mentali.

Mi chiedo dunque, quale sia la differenza.

E poi mi chiedi di venire a lavorare anche il sabato e di fare gli straordinari?!?!
Mi dispiace ma non sono ancora così disperato.
tormento di tusbo alle ore 21:07 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: lavoro, pensieri in libertà


Chi sono

Utente: tusbo
Nome: Tusbo
Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza, fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza. Però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni.


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